Domande frequenti
Le risposte alle domande più comuni sui nostri trattamenti e percorsi di cura.
Come prenoto la visita?+
Puoi contattarci al numero 328 004 3173 oppure via email a info@erniaroma.it.
Trattate anche la diastasi?+
Sì, eseguiamo il trattamento della diastasi addominale con tecniche di chirurgia mininvasiva.
Che cos'è la tecnica miSAR®?+
La miSAR® è una tecnica mininvasiva di ricostruzione della linea mediana della parete addominale, applicata in particolare nei casi di diastasi addominale e difetti mediani associati.
Tutti i pazienti possono essere trattati con tecnica mininvasiva?+
La maggior parte. L'indicazione dipende dal tipo di ernia, dalle dimensioni del difetto, dalla presenza di diastasi, dagli interventi precedenti e dalle condizioni generali del paziente.
La diastasi addominale è solo un problema estetico?+
No. La diastasi può avere anche un impatto funzionale, soprattutto quando si associa a ernie, dolore, instabilità addominale, lombalgia o sintomi pelvici.
Viene eseguita un'ecografia durante la visita?+
Sì, durante la prima visita la Dott.ssa Lolli esegue sempre un'ecografia della parete addominale completa.
Come faccio a capire se ho un'ernia?+
Il segno più comune è un rigonfiamento localizzato, spesso all'inguine, all'ombelico o su una cicatrice chirurgica che aumenta con gli sforzi e si riduce da sdraiato. La diagnosi va confermata con visita chirurgica ed eventualmente con ecografia.
Un'ernia può guarire da sola?+
No. Un'ernia non si richiude spontaneamente. Può rimanere stabile per un periodo, ma il difetto della parete addominale tende a persistere e crescere.
Quando un'ernia diventa urgente?+
Quando diventa molto dolorosa, dura, non riducibile, oppure si associa a nausea, vomito, gonfiore addominale o impossibilità a evacuare. In questi casi è necessario rivolgersi rapidamente a un medico.
Qual è la differenza tra ernia e laparocele?+
L'ernia può comparire in diversi punti di debolezza della parete addominale. Il laparocele è una forma particolare di ernia che compare su una precedente cicatrice chirurgica.
Serve sempre la rete per riparare un'ernia?+
Nella maggior parte degli adulti la rete viene utilizzata per rinforzare la parete e ridurre il rischio di recidiva.
La chirurgia mininvasiva è sempre possibile per le ernie?+
Può essere indicata nella maggior parte dei casi, ma non in tutti. La scelta tra tecnica open, laparoscopica e robotica dipende dal tipo di ernia e dalla valutazione specialistica.
L'ernia inguinale è pericolosa?+
Nella maggior parte dei casi l'ernia inguinale non è un'urgenza immediata, ma deve essere valutata. Se diventa dolorosa, non rientra più o si associa a sintomi importanti, è necessario rivolgersi rapidamente a un medico.
L'ernia inguinale può tornare dopo l'intervento?+
Sì, anche se il rischio di recidiva è oggi ridotto grazie alle tecniche moderne e all'utilizzo della rete. Una corretta indicazione chirurgica e un adeguato recupero post-operatorio sono importanti per ridurre questo rischio.
Dopo quanto tempo si torna alla vita normale dopo un'ernia inguinale?+
Dipende dal tipo di intervento e dall'attività svolta. In genere camminata e attività leggere riprendono precocemente, mentre sport e sforzi importanti richiedono una ripresa più graduale e personalizzata.
L'ernia crurale e l'ernia femorale sono la stessa cosa?+
Sì. Ernia crurale ed ernia femorale indicano la stessa patologia: una protrusione che compare attraverso il canale crurale, nella parte alta della coscia, sotto l'inguine.
Dove si vede l'ernia crurale?+
Di solito si presenta come un piccolo rigonfiamento sotto l'inguine, vicino alla piega tra addome e coscia. A volte è poco visibile e dà soprattutto dolore.
Che sintomi dà l'ernia crurale?+
Può causare dolore sotto l'inguine, fastidio nella parte alta della coscia, senso di peso, bruciore, tumefazione o dolore che aumenta camminando, tossendo o facendo sforzi.
L'ernia crurale è più pericolosa dell'ernia inguinale?+
Può avere un rischio maggiore di incarceramento, perché passa attraverso un canale più stretto. Per questo va valutata con attenzione.
Come capisco se è ernia crurale o linfonodo?+
Non è sempre possibile capirlo da soli. La visita chirurgica e l'ecografia della regione inguino-crurale aiutano a distinguere ernia, linfonodi, lipomi o altre cause di rigonfiamento.
L'ernia crurale colpisce più le donne?+
Sì, è più frequente nella donna rispetto all'uomo, soprattutto dopo i 50 anni, ma può comparire in entrambi i sessi.
L'ernia crurale può rientrare da sola?+
Può ridursi temporaneamente, soprattutto da sdraiati, ma questo non significa che sia guarita. Il difetto della parete rimane.
L'ernia crurale si opera sempre?+
Spesso l'indicazione chirurgica è più forte rispetto ad altre ernie, per il rischio di complicanze. La decisione dipende comunque dalla visita, dai sintomi e dalle condizioni del paziente.
L'intervento per ernia crurale si può fare in laparoscopia?+
Sì. La laparoscopia consente di valutare dall'interno la regione inguinale e crurale, soprattutto se c'è il dubbio di ernie associate o bilaterali.
L'intervento per ernia crurale si può fare in Day Surgery?+
È possibile programmare l'intervento in Day Surgery, ma dipende dal tipo di ernia, dall'anestesia, dalla tecnica scelta e dalle condizioni generali.
Che cos'è l'ernia ombelicale?+
L'ernia ombelicale è una fuoriuscita di tessuto addominale attraverso un punto debole dell'ombelico. Si presenta spesso come un rigonfiamento o un bozzo visibile nella zona ombelicale.
Quali sono i sintomi dell'ernia ombelicale?+
I sintomi più comuni sono ombelico gonfio o sporgente, dolore ombelicale, fastidio durante tosse o sforzi, senso di pressione e aumento del rigonfiamento stando in piedi.
L'ernia ombelicale nell'adulto può guarire da sola?+
No. Nell'adulto l'ernia ombelicale non guarisce spontaneamente; il trattamento definitivo è chirurgico.
L'ernia ombelicale è frequente dopo la gravidanza?+
Sì. Dopo la gravidanza può comparire un'ernia ombelicale, soprattutto se è presente anche una diastasi dei muscoli retti.
Ernia ombelicale e diastasi sono la stessa cosa?+
No. L'ernia ombelicale è un difetto localizzato dell'ombelico, mentre la diastasi è l'allontanamento dei muscoli retti lungo la linea mediana. Possono però essere associate.
Serve sempre la rete per operare un'ernia ombelicale?+
Non sempre. La rete viene valutata in base alle dimensioni del difetto, alla qualità dei tessuti, al rischio di recidiva e alla presenza di diastasi o altri difetti della parete.
Posso fare addominali con un'ernia ombelicale?+
Prima di fare esercizi addominali intensi è consigliabile una valutazione specialistica. Alcuni esercizi possono aumentare la pressione addominale e peggiorare il fastidio.
Che cos'è l'ernia epigastrica?+
L'ernia epigastrica è un difetto della parete addominale che si forma lungo la linea alba, nella parte centrale dell'addome compresa tra sterno e ombelico.
Quali sono i sintomi dell'ernia epigastrica?+
I sintomi più comuni sono bozzo sopra l'ombelico, dolore centrale alto dell'addome, bruciore, tensione e fastidio che aumenta con tosse, sport o sollevamento pesi.
L'ernia epigastrica è la stessa cosa della diastasi?+
No. L'ernia epigastrica è un vero difetto della parete addominale. La diastasi è l'allargamento della linea alba tra i muscoli retti. Le due condizioni possono però essere associate.
L'ernia epigastrica può guarire da sola?+
No. Può essere osservata in casi selezionati, ma il trattamento definitivo è chirurgico.
L'ernia epigastrica si può operare in robotica?+
Sì. La robotica può essere utile quando è necessario riparare il difetto con maggiore precisione ed accuratezza.
L'ernia epigastrica può essere associata all'ernia ombelicale?+
Sì. Le ernie della linea mediana possono coesistere. Un paziente può avere contemporaneamente ernia epigastrica, ernia ombelicale, diastasi dei muscoli retti ed altre ernie.
L'intervento per ernia epigastrica si può fare in Day Surgery?+
Sì. Dipende dalle dimensioni dell'ernia e dalla presenza di difetti associati.
Cos'è il laparocele?+
Il laparocele è un'ernia che si forma su una precedente cicatrice chirurgica dell'addome. È noto anche come ernia incisionale o ernia su cicatrice.
Quali sono i sintomi del laparocele?+
Rigonfiamento sulla cicatrice chirurgica, dolore o fastidio durante gli sforzi, senso di tensione o peso addominale, aumento del bozzo in piedi e sotto sforzo.
Quali sono le cause del laparocele?+
Il laparocele è legato a un'alterata cicatrizzazione della parete addominale dopo un intervento chirurgico. Fattori di rischio: infezione della ferita, obesità, diabete, fumo, BPCO, sforzi precoci nel post-operatorio.
Come si diagnostica il laparocele?+
La diagnosi si basa sulla visita chirurgica e sull'ecografia della parete addominale. Nei casi più complessi può essere richiesta una TC addome per valutare dimensioni, contenuto e rapporti con i muscoli.
Il laparocele può guarire da solo?+
No. Il laparocele non guarisce spontaneamente; il trattamento definitivo è chirurgico.
Serve sempre la rete nel laparocele?+
Sì. La rete serve a rinforzare una parete già indebolita. La scelta della rete dipende da dimensione del difetto, caratteristiche del paziente e tecnica chirurgica.
Meglio chirurgia open, laparoscopica o robotica per il laparocele?+
Non esiste una tecnica migliore per tutti. La scelta dipende dal tipo di laparocele, dalle dimensioni e dalle comorbilità del paziente.
Che cos'è l'intervento mininvasivo per diastasi addominale?+
È un intervento che corregge la separazione dei muscoli retti attraverso piccoli accessi chirurgici, con tecnica laparoscopica o robotica. L'obiettivo è ricostruire la linea mediana e rinforzare la parete addominale quando necessario.
La diastasi si può operare in laparoscopia?+
Sì. La laparoscopia può permettere la plicatura dei muscoli retti, la correzione di ernie associate e il posizionamento di una rete.
La diastasi si può operare con il robot?+
Sì. La chirurgia robotica può essere utile quando serve una sutura precisa, una ricostruzione della linea mediana o il posizionamento della rete in piani anatomici profondi.
Che cos'è la plicatura dei retti?+
La plicatura è il riavvicinamento delle fasce integre dei muscoli retti lungo la linea mediana.
L'intervento per diastasi è solo estetico?+
Non solo. In molti casi l'obiettivo è funzionale: ricostruire la linea mediana, migliorare stabilità della parete e trattare eventuali ernie associate. L'aspetto estetico può migliorare, ma non è l'unico obiettivo.
Quando serve anche il chirurgo plastico nella diastasi?+
Quando sono presenti cute in eccesso, lassità cutanea importante, smagliature estese o necessità di addominoplastica. In questi casi la chirurgia plastica può completare il risultato estetico.
La chirurgia robotica per diastasi lascia cicatrici più piccole?+
La chirurgia robotica utilizza piccoli accessi, simili alla laparoscopia. Il vantaggio principale però non è solo la cicatrice, ma la precisione nella sutura e nella ricostruzione della parete.
Dopo l'intervento di diastasi serve riabilitazione?+
Sì, serve un percorso di recupero addomino-pelvico a partire dal secondo mese post operatorio.
Che cos'è l'ernioplastica open?+
L'ernioplastica open è un intervento chirurgico tradizionale per riparare un'ernia attraverso una incisione nella zona del difetto.
Quando si fa l'ernioplastica open?+
Si può fare in caso di ernia inguinale, ombelicale, epigastrica, o crurale in casi selezionati, quando l'accesso diretto è indicato.
L'ernioplastica open si può fare in Day Surgery?+
Sì, molti interventi open per ernie semplici possono essere eseguiti in Day Surgery, con dimissione nella stessa giornata.
È possibile fare l'intervento in anestesia locale?+
Sì, soprattutto per alcune ernie inguinali o piccoli difetti localizzati. La scelta dipende dal paziente e dal tipo di ernia.
L'ernioplastica open è dolorosa?+
Dopo l'intervento può esserci dolore o fastidio nella zona dell'incisione, solitamente controllabile con terapia antidolorifica e indicazioni post-operatorie.
L'ernioplastica open lascia cicatrici?+
Sì, lascia una cicatrice nella sede dell'incisione. La dimensione dipende dal tipo di ernia e dalla tecnica utilizzata.
Che cos'è un'ernia con perdita di domicilio?+
È una grande ernia in cui una parte importante del contenuto addominale rimane stabilmente fuori dalla cavità addominale, all'interno del sacco erniario.
Che cos'è la component separation?+
È una tecnica chirurgica che mobilizza gli strati della parete addominale per permettere la chiusura di grandi difetti senza eccessiva tensione.
Quando serve la component separation?+
Può servire nei grandi laparoceli, nelle ernie giganti, nei difetti recidivi o quando i margini della parete non si avvicinano senza tensione.
Serve una TC prima dell'intervento di component separation?+
Sì, la TC è fondamentale per valutare dimensioni, contenuto dell'ernia, muscoli, perdita di domicilio e pianificazione chirurgica.
Quanto dura il recupero dopo component separation?+
Dipende dalla complessità del difetto e dalla tecnica eseguita. Dopo component separation o ricostruzioni ampie, il recupero è graduale e richiede controlli e indicazioni personalizzate.
Che cos'è la chirurgia mininvasiva per ernia?+
È un intervento eseguito attraverso piccoli accessi chirurgici, con telecamera e strumenti dedicati. Può essere laparoscopico o robotico.
La laparoscopia è sempre meglio della chirurgia open?+
No. La laparoscopia può offrire vantaggi in molti pazienti, ma nei difetti giganti o con perdita di domicilio, la chirurgia open può essere più adeguata.
Che differenza c'è tra laparoscopia e robotica?+
Entrambe usano piccoli accessi. La robotica offre visione tridimensionale e strumenti articolati, utili soprattutto quando bisogna suturare o ricostruire la parete con precisione.
La chirurgia robotica è sempre necessaria?+
No. È utile quando offre un reale vantaggio tecnico. Non è necessaria per tutti i pazienti.
Quali ernie si possono operare con tecnica mininvasiva?+
Ernie inguinali, crurali, ombelicali, epigastriche, diastasi con ernie associate e laparoceli.
Dopo quanto tempo si recupera dopo chirurgia mininvasiva?+
Dipende dall'intervento. Le incisioni piccole possono favorire un recupero più rapido, ma se internamente è stata fatta una ricostruzione importante bisogna rispettare tempi più graduali.
La rete viene usata anche nella chirurgia mininvasiva?+
Sì. La rete può essere posizionata in diversi piani anatomici, come preperitoneale o retromuscolare, in base al tipo di difetto e al paziente.
La chirurgia mininvasiva è adatta ai laparoceli?+
Sì, anche per la lisi di aderenze. Nei laparoceli giganti o con perdita di domicilio sono necessarie tecniche open di component separation.
Che cos'è la TAPP per ernia inguinale?+
La TAPP è una tecnica laparoscopica che ripara l'ernia inguinale dall'interno dell'addome, posizionando una rete nello spazio preperitoneale.
La TAPP si usa anche per ernia crurale?+
Sì. La TAPP può essere utilizzata anche per l'ernia crurale, perché permette di visualizzare e rinforzare tutta la regione inguino-crurale.
Che differenza c'è tra TAPP e r-TAPP?+
La TAPP è laparoscopica, mentre la r-TAPP è robotica. Il principio è lo stesso, ma la robotica utilizza strumenti articolati e visione tridimensionale.
La TAPP è indicata per ernia bilaterale?+
Sì, è una delle indicazioni più frequenti, perché permette di valutare e trattare entrambi i lati con piccoli accessi.
La TAPP è indicata nelle recidive?+
È indicata nelle recidive dopo precedente intervento open, perché lavora da un piano anatomico diverso.
La rete nella TAPP è necessaria?+
Sì. La rete serve a rinforzare tutta la regione inguino-crurale e ridurre il rischio di recidiva.
Che cos'è la tecnica eTEP?+
La eTEP è una tecnica mininvasiva extraperitoneale per riparare alcune ernie della parete addominale, creando uno spazio di lavoro dietro i muscoli retti e posizionando una rete in sede profonda.
Per quali ernie si usa la eTEP?+
Può essere usata in ernie ombelicali, epigastriche, laparoceli, ventrali mediane e laterali.
La eTEP entra nell'addome?+
La eTEP lavora principalmente nello spazio extraperitoneale, cioè fuori dalla cavità peritoneale. Questo permette di evitare, quando possibile, il contatto diretto della rete con l'intestino.
Dove viene posizionata la rete nella eTEP?+
La rete viene generalmente posizionata in sede retromuscolare o extraperitoneale, dietro i muscoli retti e davanti ai piani profondi della parete.
eTEP e IPOM sono la stessa cosa?+
No. Nella IPOM la rete viene posizionata all'interno della cavità addominale. Nella eTEP la rete viene collocata in un piano extraperitoneale o retromuscolare, più protetto rispetto all'intestino.
La eTEP si può fare con il robot?+
Sì, in alcuni casi la eTEP può essere eseguita con tecnica robotica, soprattutto quando serve maggiore precisione nella sutura o nella ricostruzione della parete.
Quanto dura il recupero dopo eTEP?+
Dipende dal difetto e dalla ricostruzione eseguita. Le incisioni sono piccole, ma la parete interna deve guarire correttamente, quindi la ripresa degli sforzi va programmata con gradualità.
Che cos'è la peTEP?+
La peTEP è una tecnica mininvasiva preperitoneale per trattare alcune ernie della parete addominale, lavorando fuori dalla cavità addominale e posizionando una rete in un piano profondo e protetto.
Per quali ernie si usa la peTEP?+
Può essere valutata per ernie ombelicali, epigastriche, ventrali di piccole-medie dimensioni e difetti associati a diastasi dei muscoli retti.
Dove viene posizionata la rete nella peTEP?+
La rete viene posizionata nello spazio preperitoneale, cioè tra la parete addominale e il peritoneo, evitando il contatto diretto con l'intestino.
La peTEP è indicata nella diastasi?+
Può essere indicata in alcuni pazienti con diastasi associata a ernie ombelicali, epigastriche o ventrali.
peTEP ed eTEP sono uguali?+
No. Sono tecniche correlate, ma non identiche. La peTEP è centrata sul piano preperitoneale, mentre eTEP è un approccio retromuscolare.
La peTEP si può fare con il robot?+
Sì. La chirurgia robotica può facilitare sutura, chiusura del difetto e lavoro in spazi anatomici profondi.
La peTEP è sempre meglio della chirurgia open?+
No. Nei grandi laparoceli, nelle ernie complesse o con perdita di domicilio, la chirurgia open può essere più sicura e più adatta.
Cosa significa miSAR®?+
miSAR® significa Minimally Invasive Stapled Abdominal Reconstruction, cioè ricostruzione addominale mininvasiva con sutura meccanica.
Che cos'è la p-miSAR®?+
La p-miSAR® è una variante orientata al lavoro in piano extraperitoneale, con l'obiettivo di ricostruire la linea mediana e posizionare la rete in un piano protetto.
Per quali patologie è indicata miSAR®?+
Può essere valutata per diastasi dei muscoli retti, ernia ombelicale, ernia epigastrica, ernie ventrali mediane e laparoceli mediani selezionati.
La miSAR® corregge anche la diastasi?+
Sì, l'obiettivo è riavvicinare i muscoli retti e ricostruire la linea mediana, non solo chiudere l'ernia.
La miSAR® usa una rete?+
In molti casi può essere utilizzata una rete di rinforzo, spesso in sede retromuscolare o in un piano anatomico protetto, in base al difetto e alla tecnica scelta.
La miSAR® è laparoscopica o robotica?+
Può rientrare nelle tecniche mininvasive laparoscopiche e, in casi selezionati, robotiche. La scelta dipende dal paziente e dal difetto.
