ernie e diastasi

Ernia ombelicale, sintomi e intervento chirurgico

Ernia ombelicale: che cos'é?

ernia ombelicaleIn ambito medico, il termine "ernia" sta a indicare la fuoriuscita di un organo interno (oppure di una sua parte) dalla parete del muscolo che lo circonda e che normalmente lo contiene. Nella maggioranza dei casi questi disturbi interessano la cavità addominale, dove si trovano i visceri avvolti dalla membrana peritoneale. L'ernia ombelicale è una protrusione di una parte di un organo addominale che sporge attraverso l'ombelico, provocando un rigonfiamento visibile di dimensioni variabili.

Esistono quattro differenti tipi di ernia ombelicale, e precisamente:

Ernia embrionale

Si sviluppa durante il periodo gestazionale e che quasi sempre è incompatibile con la vita. La sua insorgenza dipende dall'arresto di sviluppo della parete addominale, che determina conseguenze estremamente gravi per le malformazioni che ne derivano;

Ernia fetale

Compare dopo il primo trimestre di gravidanza e che si sviluppa nel feto quando la cavità peritoneale è già completamente sviluppata. L'anello ombelicale, invece, non ha terminato la sua formazione, rimanendo più ampio del normale e creando un orifizio da cui può uscire appunto l'ernia

Ernia neonatale

È la forma più frequente di questo disturbo, la cui manifestazione si evidenzia subito dopo la nascita, nel periodo compreso tra la caduta del moncone ombelicale e il sesto mese di vita. Il difetto è dovuto a un'incompleta chiusura della parete addominale, dopo la caduta del cordone. Questo disturbo si risolve spesso in maniera spontanea;

Ernia dell'adulto

È tipica delle persone anziane, anche se non mancano pazienti più giovani, e che richiede sempre un intervento chirurgico per eliminarla. Le cause scatenanti sono numerose, anche se tutte hanno in comune una notevole debolezza della muscolatura addominale.

Mentre nella prima infanzia un simile problema tende a risolversi spontaneamente e nei primi 12-18 mesi soltanto con l'applicazione di bendaggi contenitivi, nei pazienti adulti il disturbo mostra un'evoluzione invalidante che spesso non migliora con le terapie conservative. Si tratta di una condizione clinica solitamente innocua che nella popolazione adulta ha un'epidemiologia pari al 6% di tutte le ernie addominali, con una maggiore frequenza nelle donne in età compresa tra i 35 e i 60 anni.

In base alle sue dimensioni, l'ernia può essere considerata:

  • piccola, se ha un diametro inferiore a 2 centimetri;
  • media, se ha un diametro compreso tra 2 e 4 centimetri;
  • grande, se ha un diametro superiore a 4 centimetri.

A seconda delle caratteristiche dimensionali dell'ernia è possibile orientarsi verso differenti interventi terapeutici.

Cause dell'ernia ombelicale

L'ernia del bambino, che deriva da un difetto di chiusura della parete addominale, è provocata quasi sempre da un'eccessiva apertura dell'orifizio ombelicale. Esistono comunque anche altri fattori predisponenti, tra cui:

disturbi metabolici, riguardanti prevalentemente polisaccaridi e collagene, due categorie di composti direttamente correlati allo sviluppo della tonaca muscolare dell'addome;

  • nanismo disarmonico;
  • osteogenesi imperfetta;
  • sindrome di Ehlers-Danlos;
  • sindrome di Down;
  • ipotiroidismo congenito.

Nelle persone adulte, l'ernia ombelicale è una conseguenza dell'aumentata pressione intra-addominale, solitamente derivante dalle seguenti cause:

  • cirrosi epatica;
  • ascite;
  • sovrappeso;
  • abituale sollevamento di pesi;
  • flaccidità addominale;
  • neoplasia viscerale;
  • pregressi interventi chirurgici all'addome;
  • predisposizione genetica.

Non è mai consigliabile trascurare un'ernia ombelicale nell'adulto in quanto essa tende a cronicizzarsi e ad aumentare le sue dimensioni, provocando anche severe complicanze sistemiche.

Sintomi dell'ernia ombelicale

Il quadro sintomatologico dell'ernia ombelicale dipende sostanzialmente dal suo stadio di sviluppo, anche se il dolore è una manifestazione ricorrente e sempre associato a gonfiore e bruciore localizzato.
La sofferenza tende ad acuirsi in seguito a colpi di tosse, starnuti oppure a sollevamento di carichi pesanti, che possono innescare vere e proprie crisi di dolore molto intenso.
Chi soffre di questo disturbo non dovrebbe rimanere in piedi per molte ore, dato che la posizione ortostatica peggiora il dolore e il gonfiore.

Al tatto un'ernia ombelicale si presenta rigida e nodulosa, ricoperta da uno strato cutaneo arrossato e iperemico, molto caldo e dolente. Il colore della pelle dapprima è rosso intenso, per poi virare verso il blu. Tutti i sintomi si acuiscono in seguito a stimolazione viscerale, come ad esempio la defecazione, la tosse, bruschi movimenti, il pianto e tutte le volte in cui aumenta il volume dell'estroflessione addominale.

Diagnosi dell'ernia ombelicale

La diagnosi di ernia ombelicale è piuttosto semplice in quanto di solito è sufficiente una visita con palpazione dell'addome intorno all'ombelico e l'osservazione dell'anatomia della zona.
Facendo stare il paziente in posizione eretta, l'ernia diventa più visibile, a conferma della genesi viscerale del disturbo. I sintomi sono acuiti con tosse, starnuti o bruschi movimenti del tronco.

Oltre a questi dati, per confermare la diagnosi spesso vengono richiesti test di imaging mediante ultrasuoni o raggi X, per eliminare l'ipotesi di tumefazioni ombelicali e periombelicali causate da lipomi o cisti di varia natura.

Spesso l’ernia ombelicale si trova in un contesto diastasico; la presenza di diastasi dei muscoli retti deve essere quindi indagata sia nella visita clinica sia dalle indagini diagnostiche.

Complicanze dell'ernia ombelicale

Nella prima infanzia, i bambini affetti da ernia ombelicale di solito guariscono completamente senza nessun intervento, sempre che il disturbo non derivi da patologie conclamate.
Nell'adulto invece tale problema deve essere trattato chirurgicamente e in tempi brevi per evitare che l'ernia aumenti di dimensioni e provochi le seguenti complicanze:

  • ernia incarcerata, in cui il tessuto addominale che sporge dall'ombelico rimane intrappolato a livello dell'anello ombelicale e non riesce a ritornare nella sua posizione anatomica. In queste condizioni possono manifestarsi occlusione intestinale, coliche viscerali molto dolorose ed episodi di vomito;
  • ernia strozzata, che si manifesta con un blocco circolatorio a livello dell'ernia, a cui non arriva più il sangue. Come conseguenza, il tratto dell'intestino coinvolto può andare in necrosi, causando dolori lancinanti a tutto l'addome. Se subentra gangrena tissutale, l'infezione si diffonde rapidamente in tutto l'organismo provocando la morte.

Poiché il deterioramento di un'ernia non curata può essere molto rapido, è abbastanza frequente non intervenire in tempo: proprio per questo motivo il disturbo non dovrebbe mai essere trascurato poiché nell'adulto non si risolve spontaneamente ma tende piuttosto a peggiorare.

Interventi terapeutici per l'ernia ombelicale

L'ernia ombelicale infantile tende a regredire spontaneamente entro i 12-18 mesi di età, con interventi contenitivi di fasciatura dell'addome mediante bende elastiche in grado di ridurre la tensione della parete addominale, che è la principale responsabile dell'ernia.

In alcuni casi particolarmente severi è necessario intervenire chirurgicamente se si presentano le seguenti condizioni:

  • il diametro dell'ernia è superiore a due centimetri;
  • il dolore è molto intenso e continuo;
  • le dimensioni dell'ernia non diminuiscono dopo i 12 mesi di età;
  • l'ernia è ancora presente all'età di tre anni;
  • il bendaggio contenitivo non provoca alcun miglioramento;
  • si configura l'ipotesi di strozzatura o incarceratura dell'ernia.

In tutti questi casi è indispensabile recarsi rapidamente dal medico per valutare quali possano essere le terapie più indicate per le singole esigenze.

Quando il bendaggio si rivela inutile è possibile effettuare un'incisione cutanea ombelicale in anestesia locale, posizionata a un centimetro dall'ombelico. Attraverso questa apertura, l'ernia viene spinta verso l'interno per poi suturare il piccolo taglio. Si tratta di un intervento di chirurgia mini-invasiva estremamente utile poiché il paziente può fare ritorno a casa il giorno stesso dell'operazione. Le precauzioni da attuare dopo tale operazione prevedono di utilizzare una panciera contenitiva per almeno un mese, di rimanere qualche ora al giorno distesi su un letto o un divano, e di assumere antidolorifici di tipo FANS al bisogno.

L'ernia ombelicale si manifesta come un nodulo dolente posizionato vicino all'ombelico, che aumenta di volume in seguito a stimolazioni di vario tipo. L'unico metodo realmente risolutivo per trattare un disturbo del genere è quello chirurgico, poiché in questo modo è possibile riposizionare correttamente la porzione di viscere estroflessa, contribuendo anche a rinforzare la resistenza della parete addominale.

Negli adulti e soprattutto negli anziani, l'intervento è quasi sempre indispensabile poiché, come accennato, l'ernia non guarisce spontaneamente se non nei bambini. Quando i muscoli dell'addome si indeboliscono in seguito all'invecchiamento, tutti i visceri insieme alla membrana esterna di rivestimento (peritoneo) possono fuoriuscire attraverso un punto indebolito dell'anello ombelicale.

Negli adulti è opportuno ricorrere alla riparazione chirurgica che può essere eseguita in anestesia locale, con un'operazione della durata di 20-30 minuti oppure per via mininvasiva, specialmente se va trattata anche un eventuale difetto diastasico presente. Si può posizionare una rete (mesh) che rinforzando la parete addominale, migliora moltissimo la resa finale dell'intervento. Successivamente il chirurgo sutura le incisioni concludendo definitivamente l'operazione.

La chirurgia mini-invasiva si conferma quindi la scelta ideale in caso di ernia ombelicale dell'adulto.

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