Come preparazione
Un lavoro mirato di prehabilitation per arrivare alla chirurgia con una parete addominale più attiva, una respirazione efficiente e una migliore percezione del core.
Dopo un intervento per diastasi, ernia, laparocele o patologie del pavimento pelvico, il recupero non dipende solo dalla guarigione della ferita. La parete addominale deve essere rieducata a lavorare correttamente, in sinergia con il diaframma e con il pavimento pelvico.
È un percorso terapeutico personalizzato che aiuta il paziente a recuperare il corretto uso del core addominale e del pavimento pelvico. Può essere proposto in due momenti diversi del percorso di cura:
Un lavoro mirato di prehabilitation per arrivare alla chirurgia con una parete addominale più attiva, una respirazione efficiente e una migliore percezione del core.
Il percorso post-operatorio rieduca la parete ricostruita, integrando addome, diaframma e pavimento pelvico per trasformare la correzione anatomica in un recupero funzionale stabile.
In entrambi i casi serve a
Ripristina l'anatomia corretta della parete addominale.
Ripristina la funzione: contrazione, postura, sinergia respiratoria.
Uno dei concetti più importanti è che parete addominale e pavimento pelvico non lavorano separatamente. Quando respiriamo, tossiamo, ci alziamo, solleviamo un peso o contraiamo il core, entrano in gioco insieme:
Se la parete addominale è debole o mal coordinata, anche il pavimento pelvico può lavorare peggio. E viceversa.

Quando la linea mediana è molto indebolita, in presenza di una diastasi importante o di un difetto della parete, il corpo può perdere parte della sua capacità di contenere e distribuire correttamente le pressioni. Questo può influenzare anche il pavimento pelvico.
Sintomi possibili
Dopo aver ripristinato l'anatomia corretta con l'intervento, il lavoro riabilitativo sostiene il recupero dei sintomi funzionali perché insegna nuovamente alla parete a:
Nella prima fase post-operatoria la priorità è permettere una corretta guarigione dei tessuti, rispettando i tempi di cicatrizzazione delle fasce, ovvero 90 giorni. La riabilitazione viene iniziata indicativamente intorno ai 50 giorni dopo l'intervento.
I primi tre mesi servono alla sutura fasciale per diventare progressivamente più resistente.
Il lavoro d'équipe permette di adattare il protocollo riabilitativo in base al tipo di intervento eseguito.
Una sequenza progressiva di esercizi introdotti in momenti post-operatori diversi.
Esercizi di mobilizzazione del diaframma e apertura toracica per ripristinare la corretta meccanica respiratoria.
Attivazione ed elettrostimolazione passiva del comparto anteriore o posteriore, a seconda del tipo di intervento eseguito.
Si prosegue con l'attivazione passiva del comparto non ancora coinvolto, completando il lavoro sulla parete.
Elettrostimolazione attiva ed esercizi ipopressivi che integrano contemporaneamente entrambi i comparti.
Reintroduzione graduale dell'attività sportiva, sempre rispettando i principi ipopressivi.

Molti pazienti, appena stanno meglio, pensano di poter tornare subito ad allenarsi o di "rinforzare l'addome" con esercizi trovati online. Questo può essere un errore.
Non tutti gli esercizi sono adatti a tutte le fasi del recupero. Alcuni movimenti, se eseguiti troppo presto o con tecnica errata, possono aumentare le pressioni interne e andare contro il lavoro fatto in sala operatoria.
Il corretto percorso riabilitativo permette di ottenere nuovamente la compliance addominale corretta senza mettere a rischio l'intervento chirurgico.
La riabilitazione addomino-pelvica funziona meglio quando è parte di un progetto condiviso fra chirurgo e fisioterapista esperto.
Questa collaborazione permette di costruire un recupero più sicuro e più utile.
La chirurgia corregge il difetto anatomico, ma il recupero funzionale richiede anche un lavoro mirato sulla parete addominale e sulla sinergia addomino-pelvica. Prenota una valutazione presso ErniaRoma per capire se nel tuo caso è utile un percorso di riabilitazione addomino-pelvica personalizzato.
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